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Visualizzazione dei post da agosto, 2012
ALDO ROSSI TEATRI
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al Magazzino del Sale, Venezia mostra curata da Germano Celant architettura dell’allestimento ideata da Gae Aulenti Teatro del Mondo a Venezia , 1979. Foto Francesco Dal Co Per quest’occasione è stato ricostruito in grande scala il modello del Teatro del Mondo, per riportarlo idealmente nella porzione di laguna dove era approdato per la prima volta, durante la Biennale Teatro del 1979-1980 quando, caricato su una chiatta trainata da un rimorchiatore, aveva dapprima raggiunto Punta della Dogana e poi piazza San Marco, per ripartire infine, sempre via mare, alla volta di Dubrovnik in Croazia. Il grande modello di 5 metri di altezza circa accoglie i visitatori nell’area dedicata a quel piccolo e famosissimo teatro a pianta centrale, che senza dubbio è una delle architetture più note di Rossi e che ancora è vivo nella memoria di coloro che hanno avuto la fortuna di vederlo muoversi sull’acqua, colpito dal riverbero della luce dell’alba e del tramon...
ALDO ROSSI TEATRI. Parte prima
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"Costruire il teatro; gli esempi storici li incontravo tutti nella terra padana e si confondono e si sovrappongono come la musica dell’opera lirica nelle feste di paese: Parma, Padova, Pavia, Piacenza, Reggio e ancora Venezia, Milano e tutte le capitali padane dove il teatro accende le sue luci nella nebbia persistente. La stessa nebbia che penetra, come l’effetto di una macchina teatrale, nella galleria milanese". Aldo Rossi L’esposizione riunisce per la prima volta sedici progetti dell’architetto-designer milanese dai primi anni sessanta al 1997, attraverso quasi 120 tra studi e schizzi architettonici, modelli di studio e di concorso, disegni, oggetti di scena o riguardanti il tema teatrale e le sue diverse articolazioni, sia in architettura sia nel design: dalle architetture progettate e costruite, alle scenografie per opera e balletto, fino agli allestimenti d’impatto spettacolare. La mostra è a cura di Germano Celant, mentre ...
FERRAGOSTO NEI MUSEI
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Apertura straordinaria a Ferragosto per la Galleria degli Uffizi dalle 8,15 alle 18.50 e per la Galleria dell'Accademia dalle 8.15 alle 13.50. Alla Galleria dell’Accademia, fino al 4 novembre, prosegue la mostra “Arte torna arte”, la mostra curata da Bruno Corà, Franca Falletti e Daria Filardo ; da segnalare che alla Galleria dell’Accademia proseguono fino alla fine di settembre le aperture serali, dalle 19 alle 22 , ogni martedì a pagamento (con visite guidate gratuite alle 19 e alle 20.30) e ogni giovedì con ingresso gratuito - . Al Museo Nazionale del Bargello , fino al 16 settembre, da non perdere la mostra “Fabulae pictae. Miti e storie nelle maioliche del Rinascimento”, curata da Marino Marini. Da segnalare che al Bargello, ogni martedì sera dalle 19 alle 22.30 fino al 9 ottobre, appuntamento con “Aperitivo ad arte”, secondo la formula (sperimentata già con successo agli Uffizi) della visita serale ad alcuni ambienti museali (la mostra “Fabulae pictae” e la Sala di...
13. Mostra Internazionale di Architettura COMMON GROUND
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La 13. Mostra è nata e si è sviluppata secondo le linee di ricerca che la Biennale di Venezia porta avanti nel campo dell’architettura e che l’hanno resa nel corso degli anni un appuntamento immancabile. Ne è riprova il nuovo numero record di oltre 178.000 visitatori per questa edizione. Concepita dall'architetto inglese David Chipperfield, la mostra si è distribuita su 10mila metri quadri in un unico percorso espositivo dal Padiglione Centrale dei Giardini all’Arsenale, comprendendo 69 progetti realizzati da architetti, fotografi, artisti, critici e studiosi. Molti di loro hanno risposto all’invito del curatore presentando proposte originali e installazioni create espressamente per questa Biennale, coinvolgendo nel proprio progetto altri colleghi con i quali condividono un Common Ground. I nominativi presenti sono stati in totale 119. David Chipperfield ha chiarito di aver scelto il tema Common Ground per “stimolare i colleghi a reagire alle prevalenti tendenze professionali e cu...
BIENNALE DI VENEZIA. Benvenuti in Italia: qui è un gran bazar!
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L'Italia è un guazzabuglio di creatività? Al grido di L'Arte non è Cosa Nostra, duecento esponenti del mondo della cultura (invece che i soliti noti appartenenti al mondo del sistema dell'arte contemporanea) hanno scelto le opere da esporre nel Padiglione Italia alla 54° Biennale “perché – dice Sgarbi - se è vero che l'arte è “linguaggio e pensiero” - proprio loro dovrebbero “essere in grado di comunicare almeno con l'ambito in cui [l'arte] pretenderebbe di essere collocata”. Una sorta di democratizzazione dell'arte, sicuramente un modo per fare e comunicare altro, indubbiamente una novità scomoda. Che la creatività e la capacità degli italiani siano invidiate in tutto il mondo, come del resto altre cose (le bellezze artistiche, frutto delle qualità predette, e quelle paesaggistiche, frutto del buon Dio) è ormai un 'topos' e non solo letterario, ma che queste spesso siano accompagnate da caos e da improvvisazione lo è, forse, ancora di più. Quali pol...
Le ILLUMINazioni passate di Bice Curiger. TINTORETTO SUPERSTAR
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La Biennale guarda indietro ai grandi del passato. In un momento di incertezza planetaria è come se l'arte e la creatività si agganciassero a ciò che di certo c'è. Innovazioni e premonizioni, come da sempre, ma con uno sguardo più attento alla storia dell'arte. B ice Curiger , curatrice di questa 54ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia; storica dell’arte e critica, cofondatrice della rivista «Parkett», la terza donna a ricoprire quel ruolo dopo il duo María de Corral-Rosa Martínez nel 2005, insieme col presidente della Biennale, Paolo Baratta, ha fortemente voluto la presenza di tre grandi tele di Jacopo Robusti (detto il Tintoretto) , veneziano che più veneziano non si può. Nacque e morì nella città lagunare rispettivamente nel 1518 e nel 1594, recando memoria di un passaggio epocale. Aveva solo nove anni quando i Lanzichenecchi compirono il sacco di Roma (1527), una tragedia appunto epocale, così come lo è stata quella dell'11 settembre per no...
IL FURTO DI FISCHER. LIKE A CANDLE
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Sono all'Arsenale . Una porta aperta e molta gente. È il luogo dove espone Urs Fischer . Un Ratto delle Sabine di Giambologna 'like a candle' . ph. by Giodì, all rights reserved Quasi un souvenir da accendere nelle notti d'estate in qualche party a bordo piscina, se non fosse per quella figura maschile, a grandezza naturale, a cui fiammeggia l'intelletto come ai tempi dell'Enciclopédie. La sua sedia da ufficio che arde all'apice dello schienale...stranezze dell'arte d'oggi, dagli effetti sorprendenti. E il pubblico gradisce questo estatico tormento, trittico tra arte antica, uomo moderno diviso tra la contemplazione del sublime (il bello che si consuma o che è consumato) e l' alienazione del quotidiano ufficio/pensiero . ph. by Giodì, all rights reserved Si arde e ci si illumina a questa Biennale dal sapore antico. Avevo già avuto modo di apprezzare la potenza evocativa di Urs vedendo dal vero l'installazione potente, evocativa, ancestral...
LA BALENA SPIAGGIATA. Uno starnuto ci libererà
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Uno degli incontri più strani che si possano fare passeggiando per l'Arsenale in direzione Padiglione Italia, spingendosi in fondo dove ci sono i cantieri aperti sul canale, è questa balena spiaggiata che, grazie a un semplice starnuto, ha reso libero Geppetto, il prototipo del buon padre di tutti i tempi , anzi dei nostri tempi italo-europei. Un padre accondiscendente, che vizia e che rende consapevoli della colpa, da espiare, da parte del figlio, con un 'bon geste' finale. E la colpa del padre è di aver dato tutto, forse troppo, al figlio ingrato ma anche e soprattutto, avere fatto di un tronco di legno, poi burattino animato, il proprio figlio. Il padre che pecca di hýbris: il peccato d'orgoglio che l'uomo compie sfidando gli dei, quasi a volersene sostituire. L'autore, Loris Gréaud, giovane artista francese di talento, poliedrico è l'esatto opposto dell'artista solitario e saturnino. Ama, infatti, lavorare in team, circondandosi di esperti. Per ques...