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Visualizzazione dei post da dicembre, 2014

Dal dopoguerra fino al 2000 qualcosa è cambiato? Fontana, Leoncillo, Melotti, Ontani

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Allestimento con Mimmo Paladino e Sebastian Matta sullo sfondo Neocubismo, informale, pop art, minimalismo, arte concettuale: La ceramica che cambia. La scultura ceramica in Italia dal secondo dopoguerra in mostra al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza dal 28 giugno 2014 al 1 febbraio 2015 racconta, in centoventi opere, come dal dopoguerra fino agli anni 2000, l’approccio alla ceramica sia cambiato avvicinandosi sempre più al valore scultoreo. Uno sguardo, ad oggi inedito, di un percorso di grande eccellenza artistica nella quale l’Italia ha avuto un ruolo chiave e indiscusso. “Persiste una notevole difficoltà critica – scrive Claudia Casali, curatrice della mostra -  nell'affrontare la dimensione 'scultura ceramica', per decenni vincolata ad ottuse gerarchie di genere legate ad una presunta genialità scevra dalla tecnica. Il presunto ‘primato delle arti alte’, contro cui lo stesso Martini si scaglia”. Così per la prima volta vengono esposti assieme ai grandi pro...

Milano-Parigi andata e ritorno, con amore a prima vista

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"Era il 1957 e fu amore a prima vista", commenta il critico d'arte Giovanna M. Carli. "Lucio Fontana aveva 58 anni e Yves Klein 29. Il primo era sulla cresta dell'onda - continua Carli - Klein era alla sua prima personale che avrebbe inaugurato alla galleria Apollinaire di Milano con quadri tutti blu. Sia la critica che lo stesso Fontana compresero di essere di fronte a un innovatore, capace di suscitare desideri e di dettare, incosapevolmente, cifre e notazioni originali. Sembrava che ciò che toccasse si tingesse di blu. Fontana lacerava tele, Klein rifletteva il cielo. Fino al 1962, quando Klein morì a 34 anni, i due artisti camminarono parallelamente". L’esposizione indaga, secondo una prospettiva inedita, il percorso parallelo – tra il 1957 e il 1962, tra Milano e Parigi – di Yves Klein (1928-1962) e Lucio Fontana (1899-1968), nella piena autonomia dell’originalità artistica di ciascuno. La loro vicenda creativa, intrecciata a un sorprendente legame pers...

Un incidente quasi mortale? Diego, parola di Frida

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“Ho avuto due gravi incidenti nella mia vita. Il primo fu quando un tram mi mise al tappeto, l’altro fu Diego» Una coppia, due mondi diversi, due artisti universali: Diego Rivera aveva 42 anni quando nel 1929 sposò Frida Kahlo, di 20 anni più giovane. Aveva alle spalle 7 anni di Accademia e 14 di perfezionamento in Europa; Frida era un’autodidatta. All’epoca la celebrità era Diego, con una mostra personale al MoMa di New York già un anno dopo il matrimonio. Frida ebbe la sua prima personale newyorkese solo 9 anni più tardi. I murales di Diego sono sugli edifici pubblici del Messico e narrano la storia del suo Paese e di un popolo che lotta per un futuro comune; i dipinti di Frida rappresentano per lo più la sua battaglia personale contro la malattia e il suo senso di solitudine. La storia di Frida Kahlo e Diego Rivera non è soltanto l’unione di due artisti celebri del Novecento ma è la storia di un legame che ha ben presto raggiunto i contorni di una leggenda. Le gelosie e i tradimenti...

JEAN-MARC MONTEL, Tutto rose e fiori!

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Jean-Marc Montel al lavoro nel suo atelier nei pressi di Montespertoli, Firenze Jean-Marc Montel è un artista italiano , nato a Desenzano del Garda, nel 1965, di padre francese, di madre sarda. Vive in Francia fino ai sei anni poi in Sardegna fino al 91 quando si trasferisce a Firenze per lavoro: assistente di volo in una compagnia aerea italiana. Vive in campagna Montespertoli dal 2003 , con la moglie e due figli  scappato dal traffico e in cerca di spazi e ispirazione.

ALOMA BARDI, Esotismi musicali del Dibbuk

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Aloma Bardi è nata a Certaldo e vissuta a Montespertoli, ha insegnato a Firenze, “Storia della musica negli Stati Uniti” presso l’Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Storia delle Arti e dello Spettacolo. dal 2006 al 2011 e poi si è trasferita negli Stati Uniti dove aveva fondato già nel 2002 ICAMus, he International Center for American Music (www.icamus.org), di cui è direttrice.

Ossessioni note e meno note. Spiccare il volo

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Uno degli aspetti senz'altro più interessanti della vita di Leonardo da Vinci , preso dallo Spazio E come filo conduttore di tutta la programmazione di quest'anno per quanto riguarda le mostre del Gruppo E, artisti fotografi e scrittori, è il costante lavoro intellettuale che viene appuntato nei suoi famosi codici . Questi sono pieni di testimonianze della sua incredibile immaginazione, che l'ha anche condotto a progettare macchine di ogni tipo, per uso militare o per uso civile, o semplicemente per sondare le capacità dell'uomo e del suo inesauribile ingegno. Il tema del 'volo', presentato in questa mostra, viene ripreso da una delle sue ossessioni più conosciute : appunto quella per il volo, per la possibilità che l'uomo, al pari di un volatile, possa librarsi nell'aria e in tutta libertà godere della visione del mondo sotto di lui. Oltre al Codice sul volo degli uccelli, custodito a Torino e forse più inizialmente funzionale alla sua attività di pitt...